Un po' di storia

La sala della Colonna

Attiguo al palazzo Granafei-Nervegna è l’Ex Corte d’Assise, dove cui prende posto il magnifico capitello originale del monumento delle Colonne Romane brindisine assieme ad altri due elementi (ultimo rocchio e pulvino). La struttura venne fatta realizzare nel corso degli anni ’30 del secolo scorso quando il Comune rilevò l’intero palazzo per adibirlo a sede del tribunale, dove ci rimase sino al 1976.

Simbolo della città, il monumento ha da sempre identificato e caratterizzato l’immagine di Brindisi e l’interpretazione circa la loro reale funzione varca la sottile soglia che va tra mito, leggenda e fonti storiche. Definite come simbolo terminale della Via Appia, le colonne sono anche dette d’Ercole o di Cleopatra, bizantine o colonne romane onorarie se non addirittura medievali. La più accreditata chiave di lettura pone il monumento all’interno di un più ampio complesso architettonico di età romana, corrispondente all’area sacra, ovvero il punto più alto nel quale erano collocati templi e opere architettoniche dedicate alle divinità più importanti.

La seconda colonna, quella di cui oggi resta solo il basamento, crollò nel 1528 e i suoi elementi, rimasti incustoditi per molti anni furono donati nel 1657, dal sindaco di Brindisi Carlo Stea, alla città di Lecce al fine di erigervi una statua in onore di Santo Oronzo.

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Palazzo Granafei-Nervegna
Ex Corte d’Assise - via Duomo 20, Brindisi


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